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Clavicembali e Fortepiani

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Il clavicembalo

La storia della costruzione dei clavicembali può esser ricondotta alla storia delle due scuole principali di liuteria. Una scuola si sviluppò indipendentemente, ma con simili metodi costruttivi, in Italia e nella penisola spagnola. La seconda scuola si sviluppò su ispirazione degli strumenti italiani e venne fondata ad Antwerp. La maggior parte dei costruttori di Francia, Inghilterra e Germania mutuarono i loro strumenti dalla scuola di Anversa . Studi accademici riferiscono che i clavicembali costruiti in Italia erano gli strumenti maggiormente diffusi prima del 1590 sebbene molti documenti dell'epoca riferiscano che gli strumenti a tastiera a pizzico siano originari della Francia o della Burgundia.

 

I contruttori di Anversa, nelle Fiandre, rispettavano gli standard dettati dalle Corporazioni di appartenenza. I costruttori di strumenti non ebbero una propria corporazione fino al 1558. Per decorare i loro strumenti i costruttori erano obbligati a far riferimento alla Corporazione di S.Luca che controllava le attività dei decoratori e degli artisti. Nel 1557 dieci costruttori consegnarono al Decano della Corporazione di S. Luca una petizione per esser riconosciuti come costruttori di clavicembali e non come artisti. Dopo che la posizione dei costruttori venne riconosciuta e i principi costruttivi standardizzati, gli apprendisti iniziarono a studiare nelle botteghe dei mastri-costruttori. La nuova istituzione della Corporazione portò prosperità e fece nascere una vera e propria scuola nazionale. Anversa era un importante nodo commerciale del sedicesimo secolo, pertanto gli strumenti vennero esportati in tutti i Paesi dell'Europa Settentrionale. Il grande commercio ad Anversa portò i costruttori a confrontarsi con gli strumenti italiani che erano assai diffusi durante la prima metà del sedicesimo secolo. Infatti i clavicembali fiamminghi sono molto simili ai clavicembali italiani con alcune importanti differenze che verranno illustrate in seguito. Una famiglia molto influente di costruttori fiamminghi che faceva parte della Corporazione fu la famiglia Ruckers, che ebbe il suo capostipite in Hans Ruckers che aprì la sua bottega a metà del sedicesimo secolo. L'attività dei Ruckers crebbe notevolmente tra gli ultimi anni del sedicesimo secolo e il diciassettesimo secolo e divenne rinomata in tutta l'Europa Occidentale.

I clavicembali francesi del diciottesimo secolo erano basati principalmente sui modelli della famiglia Ruckers del secolo precedente, con, però, alcune importanti differenze e alcuni importanti miglioramenti. Anche il restauro, o 'ravalement', di questi clavicembali Ruckers era piuttosto diffuso. Molti vennero allungati e ampliati con alcuni cambiamenti ai registri, alle penne, ecc. Per comprendere il progetto e la costruzione degli strumenti del diciottesimo secolo in Francia è necessario soffermarci sugli strumenti costruiti dalla famiglia Ruckers.

 

Durante il diciottesimo secolo in Francia, una famiglia di costruttori di clavicembali, i Blanchet, era rinomata per il restauro e la raffinazione dei progetti di Ruckers. Molti dei clavicembali costruiti in Francia durante la Rivoluzione Francese, tuttavia ne sono pervenuti alcuni esemplari ben studiati. Due di questi portano il marchio di Nicolas Blanchet. Uno strumento è non databile e si trova a Parigi. Il secondo, datato 1730, porta l'iscrizione N. et Francois Blanchet. Questo clavicembalo è di proprietà di Charles Fischer di Framington,Mass. Un'altro clavicembalo porta il marchio e le iniziali di Pascal Taskin, un rinomato costruttore così come la famiglia Blachet. Uno dei claicembali di Pascal Taskin, che è datato 1769 e si trova all'Universitò di Edimburgo, è tuttoggi funzionante in ottime condizioni.